Prima del buio, il Nulla:
ontologico. Si sfioccarono i semi
sul grasso melograno
frangendosi: stocastica la vita
ne volle solo uno;
ed eruppe
facendosi strada
acrosomicamente
sfondando e battendo
un suolo lunare e pellucido
in rigagnoli, increspature, insenature.
È ancora Nulla? Sì, né grumo
né sangue, ma già è Vita.
- Ma non è Nulla – . Certo, è Buio
ed è liquido denso nel corpo materno;
nulla è volontà, tuttavia scoppio
entropico -anadromico -
l’ordine accumula
creando beltà, catalogando, crescendo …
Ecco, questo è Nulla secondo voi? Ontogenesi
e filogenesi, cardio, placode otico,
fossette e nervetti, fluidi, assoni emergenti:
e sono pochi mesi. Interfaccia sinciziale,
la placenta effonde vita
al feto, che ne pretende
oltre il dire, il chiedere: non è
lallazione, né suzione:
ma è lo stesso pretendere.
—–
Nel fondo del fondo nessuna persona atea o agnostica che sia potrà mai asserire “Dio non esiste”. Essa cova il dubbio continuo alla base della razionalità, del relativismo che ha liberato l’uomo dall’assolutismo gettandolo però nell’incertezza totale. L’uomo paradossalmente si fa più umile nella natura in quanto ateo piuttosto che nella metafisica dinanzi a Dio. Per questo mai un uomo degno e che rispetti la sua intelligenza, e che non riesca a lanciarsi anima e corpo oltre la barriera per lui invalicabile del raziocinio verso la fede, potrà mai asserire dinanzi agli uomini “Io ho la verità”. Per questo, e non per altro, l’aborto è un dramma, per questo dubbio, e anche perchè l’aborto interrompe il meccanismo meraviglioso dell’ontogenesi che con una forza inaudita giorno dopo giorno crea livelli crescenti di ordine, correndo furiosamente alla parte opposta alla morte, verso livelli entropici sempre minori tendenti a zero. Questa pagina lievemente lirica a parziale critica del post precedente: nessuno potrà mai dichiararsi abortista, nel senso che l’aborto è sì una tragedia, ma una tragedia purtroppo necessaria.
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Lombardini è poeta accorto e profondo…