La storia evolutiva del genere umano è molto più complessa di come poteva apparire allo stesso Darwin poco più di un secolo fa.
Inizialmente si pensava che, dopo la separazione dalle scimmie antropomorfe, la nostra specie si fosse incamminata in un percorso evolutivo rettilineo e solitario, unico nel suo genere, che partendo dal primo antenato Homo avrebbe portato, dopo una serie ininterrotta di adattamenti, a quello che nel bene e nel male siamo noi oggi. Dopo anni di studi e ritrovamenti fossili, questo “ramo umano” dell’albero evolutivo è germogliato in parecchie vie alternative e meno fortunate sulle quali la selezione naturale ha agito e ha vinto.
Infatti, ci si è resi conto che Homo sapiens non è vissuto solo, ma alcuni suoi “cugini” del genere Homo abitavano nelle stesso periodo la terra e molto probabilmente sono venuti in contatto tra loro tramite scambi commerciali, accoppiamenti e anche guerre. Si sa che la nostra “madre Eva” (da cui TUTTI discendiamo) era una donna africana vissuta 200.000 anni fa che si è spostata con la sua “gente” verso l’allora Europa probabilmente a causa di cambiamenti climatici e/o per il depauperamento delle risorse alimentari utili al suo popolo di cacciatori-raccoglitori. Lì giunta, ha trovato altri gruppi di ominidi che abitavano quelle regioni e, in un modo non ancora chiaro, ha avuto il sopravvento. Dopo quel periodo, Homo sapiens ha colonizzato tutto il globo, ed è stato capace di creare un’organizzazione sociale così efficiente che lo ha tolto per sempre dalla semplice lotta per l’esistenza portandolo su un altro livello evolutivo: quello culturale.
Nonostante questa caratteristica sembri la responsabile della nostra unicità animale, nuove scoperte ci portano a pensare che forme primitive di linguaggio e cultura le dovevano possedere anche altri ominidi e addirittura qualche scimmia antropomorfa molto distante da noi. Un’ulteriore scoperta che ci fa perdere il primato sul regno animale è il discusso ritrovamento di ominidi arcaici con caratteristiche di nanismo insulare sull’isola di Flores : caratteristica comune a altri animali ma finora sconosciuta nell’uomo. Questo per dire come l’evoluzione abbia agito molte volte anche sul nostro stampo, e solo adesso sta emergendo qualche tentativo fallito.
In tutto ciò io ci vedo molti spunti di riflessione: non esistono razze umane biologiche scientificamente dimostrabili, la donna è una componente essenziale della nostra società e per troppo tempo è stata messa in disparte, una componente rilevante della nostra natura è l’aggressività e, se siamo l’autoritratto di Dio mi chiedo quante volte abbia rivisto il Suo progetto.
L’immagine è stata presa da questo link ed è protetta da copyright
Postato in: science and society

