Il caffè e le sue proprietà.

Già in diversi poemi epici greci si faceva riferimento a “una pianta africana” o a “una bevanda nera” e secondo una leggenda etiope si narra che a scoprire le proprietà eccitanti dei semi di caffè sia stato un pastore, che un giorno notò che le sue pecore saltellavano dopo avere mangiato dei chicchi scuri: li incuriosito abbrustolì, li macino e preparò un infusione . Il nome caffè deriverebbe quindi da Kaffa una località dell’Etiopia.  Già nel 1400 questa bevanda era largamente diffusa in medio oriente soprattutto grazie al divieto di bere alcolici imposto dal Corano;  documenti storici riportano che i monaci sufi, di religione islamica, solevano berlo durante le loro preghiere. L’arrivo in Europa di questa bevanda viene fatto risalire al 1615 per mano dei mercanti veneziani che intrattenevano traffici commerciali con l’oriente. Pochi anni dopo , furono aperti in Inghilterra i primi caffè d’Europa ai quali si aggiunsero quelli di Parigi e di Berlino. Visto il largo successo ottenuto, nel 1700 il caffè cominciò ad essere coltivato nelle colonie olandesi in Indonesia,  dagli inglesi nelle Antille e dai portoghesi in Brasile. Dopo aver fatto il giro del mondo il caffè ritornò in Africa, più precisamente in Kenia. A tutt’oggi le cifre relative alla diffusione di questa bevanda sono da capogiro, infatti il 49% della popolazione mondiale beve almeno un caffè al giorno, i maggiori consumatori sono gli scandinavi che consumano mediamente 14 Kg di caffè all’anno, circa, 9 tazzine al giorno. Studi recenti hanno dimostrato che berlo senza abusarne può fare bene alla salute. La caffeina stimola la concentrazione, potenzia la memoria e protegge dalla carie dentale; il caffè ha inoltre una azione diuretica, accelera il metabolismo e aiuta a digerire, in quanto favorisce la produzione di saliva e di succhi gastrici. Questa bevanda inoltre protegge le arterie e, se non ci sono problemi di pressione, è un amico del cuore, soprattutto degli anziani. Lo affermano i ricercatori della City University of New York, che hanno seguito per dieci anni quasi 7 mila adulti tra i 32 e gli 86 anni. Gli over 65 che non presentano problemi di ipertensione e bevevano regolarmente caffè sono risultati in qualche modo protetti, visto che la mortalità per cause cardiovascolari è risultata più bassa di quella dei coetanei che non consumavano caffè. E i benefici aumentavano con la quantità di caffeina assunta: il rischio di morte per malattie cardiache si abbassava del 32% negli ultrasessantacinquenni che prendevano 2 o 3 tazzine al giorno e addirittura del 53% in quelli che ne consumavano 4 o più tazzine. Per gli scienziati il motivo è presto spiegato: la caffeina fa aumentare la pressione, controbilanciando il calo che avviene dopo un pasto, soprattutto negli anziani. Nei soggetti più giovani e negli ipertesi, invece, non mostra lo stesso effetto benefico; anzi, se la pressione è già alta o, come nei giovani, non c’è un calo dopo il pasto, la caffeina potrebbe fare addirittura male. Secondo una ricerca della Società Italiana di Nutrizione Umana, il caffè spartisce con tè verde e vino rosso un’ottima concentrazione di polifenoli, gli antiossidanti naturali che proteggono le arterie contrastando colesterolo cattivo e aggregazione delle piastrine. Le analisi dell’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) approfondiscono: la caffeina assunta tramite il caffè stimola la pressione e il consumo abituale rende il sistema cardiovascolare tollerante a questo effetto. Chi prende un caffè ogni tanto, così come chi eccede sempre, fa più danno alla pressione. Ma le proprietà benefiche del caffè non finiscono qui: protegge da malattie come la cirrosi epatica e il tumore, soprattutto quando si consumano molti alcolici; è una delle maggiori fonti dietetiche di antiossidanti (per il consumatore medio, la quota di polifenoli introdotta con il caffè contribuisce alle capacità antiossidanti della dieta fino al 40-60%); riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo II; aiuta a controllare gli attacchi di fame; infine, alla caffeina è riconosciuta la proprietà cosmetica, drenante e antiedematosa, che ne fa ingrediente di formulazioni anticellulite. Naturalmente gli scienziati non invitano ad “abbuffate” di caffè per guadagnarne in salute: sappiamo bene che un alimento benefico, se assunto in eccesso rischia di diventare dannoso. Vanno bene fino a quattro tazzine al giorno. In Italia, mediamente, se ne bevono tre: una quantità assolta da ogni accusa.

Alessandro Salina

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